Responsabilità del Comune per buche: quando si ha diritto al risarcimento per la caduta

Camminare su un marciapiede o attraversare una strada dovrebbe essere un gesto quotidiano e sicuro, ma a volte non lo è.
Basta una buca profonda, una lastra di pietra sollevata o un tratto di asfalto irregolare per trasformare un momento normale in un incidente doloroso. Fratture, contusioni e traumi non sono purtroppo rari, soprattutto nei mesi invernali, quando pioggia e ghiaccio peggiorano le condizioni del suolo.
In queste situazioni, molti si chiedono se il Comune possa essere ritenuto responsabile e se sia possibile ottenere un risarcimento per la caduta.

La risposta è sì, ma con alcune precisazioni. Il Comune, infatti, ha il dovere di mantenere in sicurezza strade, marciapiedi e aree pubbliche, ma la sua responsabilità non è automatica. È necessario dimostrare che l’incidente è stato causato da una mancanza di manutenzione o da una negligenza nella gestione dell’area.

Quando il Comune è responsabile

Secondo l’articolo 2051 del Codice Civile, “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia”.
Questo significa che il Comune — o l’ente che gestisce la strada — è tenuto a custodire e mantenere le aree pubbliche in condizioni di sicurezza. Se non lo fa, e un cittadino si fa male, può essere chiamato a risponderne.

Perché ci sia responsabilità, devono però esserci tre elementi fondamentali:
che l’area sia pubblica o sotto la custodia del Comune, che il danno sia stato causato da una insidia o trabocchetto (cioè un pericolo non visibile e imprevedibile) e che esista un legame diretto tra quella condizione pericolosa e la caduta della persona.
In parole semplici: se la buca era ben visibile o segnalata, o se la vittima non ha prestato la normale attenzione, il Comune potrebbe non essere considerato responsabile.

Il concetto di “insidia” è centrale. Indica un pericolo non evidente, che non poteva essere evitato con la normale prudenza. È il caso, ad esempio, di una buca coperta dall’acqua piovana o di una mattonella mobile che non presenta segni di cedimento.
Diverso è il discorso per situazioni di pericolo “evidenti”: un tratto di strada recintato o una pavimentazione visibilmente sconnessa sono condizioni in cui il rischio può essere percepito e quindi evitato.

Cosa fare subito dopo la caduta

In caso di caduta su una strada pubblica, è fondamentale agire tempestivamente. La raccolta delle prove immediata è spesso ciò che fa la differenza tra una richiesta accolta e una respinta.
Il primo passo è sempre la salute: recarsi al pronto soccorso e farsi rilasciare un certificato medico che descriva chiaramente la dinamica dell’incidente. Subito dopo, è importante documentare il luogo della caduta, scattando foto alla buca o alla pavimentazione irregolare e, se possibile, chiedendo i contatti a eventuali testimoni.

Anche una semplice segnalazione alle autorità — Polizia Locale o Carabinieri — può essere utile per avere un verbale ufficiale.
Infine, è necessario conservare tutta la documentazione medica e le spese sostenute, comprese visite, ticket sanitari, farmaci e fisioterapia.
Tutti questi elementi serviranno per dimostrare la responsabilità del Comune e il collegamento diretto tra la condizione della strada e le lesioni riportate.

Cosa si può chiedere come risarcimento

Chi subisce una caduta dovuta a una buca o a una strada dissestata ha diritto a chiedere un risarcimento completo dei danni.
Questo può comprendere non solo le lesioni fisiche, ma anche le conseguenze psicologiche ed economiche dell’incidente.
Rientrano quindi: le spese mediche e di riabilitazione, le giornate di lavoro perse, il danno morale (legato alla paura di camminare in strada o alla perdita di autonomia), e in alcuni casi anche la rottura di oggetti personali come occhiali o telefoni.

La quantificazione del danno dipende dalla gravità delle lesioni e dal loro impatto sulla vita quotidiana.
Se le conseguenze sono gravi o permanenti, il risarcimento può diventare significativo, ma è sempre necessario presentare una documentazione completa e coerente.

Come ottenere il risarcimento dal Comune

Per ottenere il risarcimento, il cittadino deve presentare una richiesta formale al Comune o all’ente gestore della strada.
La domanda deve contenere tutti i dettagli utili: data, luogo, descrizione dell’incidente e prove raccolte.
Di solito, la pratica viene poi gestita dalla compagnia assicurativa del Comune, che valuterà la fondatezza della richiesta e potrà formulare un’offerta economica.

Non sempre, però, la risposta è positiva o adeguata. In molti casi, è necessario attivare una mediazione civile o intraprendere un’azione legale.
È una fase delicata, perché la controparte cercherà di dimostrare che il pericolo era visibile o che la caduta poteva essere evitata.
Per questo motivo, è consigliabile affidarsi a un team di esperti in grado di gestire la documentazione, redigere la richiesta corretta e sostenere la pratica davanti agli enti e alle assicurazioni.

Come può aiutarti Target Risarcimenti

Un incidente su strada pubblica può avere conseguenze pesanti, anche se all’inizio sembra banale.
Target Risarcimenti affianca da anni persone che hanno subito danni a causa di buche, marciapiedi dissestati o pavimentazioni pericolose, gestendo ogni fase del processo di risarcimento.

Il nostro lavoro consiste nel verificare la responsabilità dell’ente, raccogliere le prove, quantificare i danni e trattare con le compagnie assicurative fino all’ottenimento del giusto risarcimento.
Un servizio completo e trasparente, pensato per tutelare i diritti del cittadino e restituire serenità a chi ha subito un torto.