Pedone investito sulle strisce: di chi è la colpa e quali risarcimenti spettano

Essere pedone investito sulle strisce è una delle esperienze più traumatiche che si possano vivere in strada. Succede in pochi secondi, spesso in pieno giorno e in situazioni che sembrano del tutto sicure. Ma quando avviene un incidente di questo tipo, la domanda che sorge immediatamente è sempre la stessa: di chi è la colpa?

La legge italiana tutela in modo molto forte i pedoni, riconoscendo loro una precedenza assoluta quando attraversano sulle strisce pedonali. Tuttavia, ogni caso va valutato nel suo contesto, perché anche il comportamento del pedone può influire sulla responsabilità dell’incidente. In questo articolo vedremo come viene stabilita la colpa, quali risarcimenti spettano alla vittima e perché è importante farsi assistere da un esperto in queste situazioni.

Chi ha la colpa in caso di pedone investito sulle strisce

Il punto di partenza è l’articolo 191 del Codice della Strada: i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che attraversano la carreggiata sulle strisce o che si apprestano a farlo. In più, l’articolo 2054 del Codice Civile stabilisce una presunzione di colpa a carico del conducente: significa che, in caso di investimento, si presume che l’automobilista sia responsabile, a meno che non dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare l’incidente.

In pratica, chi guida parte sempre da una posizione di svantaggio in termini di responsabilità. Tuttavia, esistono situazioni in cui anche il pedone può essere considerato parzialmente colpevole. Ad esempio, se attraversa distrattamente guardando il cellulare, se si lancia sulle strisce senza accertarsi che l’auto si fermi, o se attraversa con il semaforo rosso. In questi casi, il giudice può riconoscere un concorso di colpa, riducendo la percentuale di risarcimento in proporzione al comportamento imprudente del pedone.

Va però precisato che si tratta di eccezioni: nella maggior parte dei casi, il conducente è considerato colpevole perché ha il dovere di moderare la velocità in prossimità degli attraversamenti pedonali e di prestare la massima attenzione, anche in condizioni di visibilità ridotta o traffico intenso. La legge richiede all’automobilista un livello di prudenza superiore, proprio per proteggere l’utente più debole della strada.


Quali risarcimenti spettano alla vittima

Quando un pedone viene investito, i danni possono essere molto gravi, anche in caso di impatto a bassa velocità. Per questo motivo, la legge riconosce il diritto a un risarcimento completo che copre diversi aspetti:

  • Danni fisici e psicologici: sono i cosiddetti danni biologici, che comprendono le lesioni alla salute e le conseguenze permanenti o temporanee (fratture, traumi, riduzione della mobilità, dolori cronici, ecc.).
  • Danno morale: riguarda la sofferenza, la paura e il disagio psicologico derivanti dall’incidente. Viene valutato in percentuale sul danno biologico e varia in base alla gravità del caso.
  • Danni patrimoniali: comprendono tutte le spese sostenute (cure mediche, fisioterapia, farmaci, spese di viaggio per i controlli) e i mancati guadagni, se l’incidente ha causato un periodo di inattività lavorativa.
  • Danni materiali: in caso di rottura di oggetti personali (occhiali, smartphone, abiti, bici o monopattino), anche questi possono essere risarciti.

Se il pedone perde la vita, i familiari hanno diritto a un risarcimento per la perdita del congiunto, sia sul piano morale (il dolore per la perdita) sia patrimoniale (se la vittima contribuiva al mantenimento della famiglia).

In tutti i casi, il risarcimento viene corrisposto dalla compagnia assicurativa del veicolo responsabile, che deve ricevere una richiesta formale completa di documentazione medica, testimonianze e verbali dell’incidente.
Se invece il veicolo responsabile è pirata della strada o non assicurato, il risarcimento viene erogato dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap. È lo stesso fondo che interviene quando non esiste una copertura assicurativa valida, garantendo tutela anche a chi resta vittima di un investimento senza un colpevole identificato.

Cosa fare dopo l’incidente e perché rivolgersi a un esperto

Subito dopo l’incidente, la priorità è la salute. Bisogna chiamare i soccorsi, farsi visitare e far redigere un verbale medico dettagliato, anche se le lesioni sembrano lievi. Spesso i traumi si manifestano nei giorni successivi e senza documentazione iniziale è più difficile dimostrare la connessione con l’incidente.
È importante anche chiedere l’intervento delle forze dell’ordine: il loro rapporto sarà utile per ricostruire la dinamica e attribuire le responsabilità.

Una volta messa in sicurezza la salute, il passo successivo è avviare la richiesta di risarcimento. In questa fase è consigliabile farsi seguire da un professionista esperto in infortunistica stradale, perché ogni dettaglio può incidere sul risultato finale. La quantificazione del danno, infatti, dipende da perizie mediche, valutazioni legali e interpretazioni assicurative che richiedono esperienza e competenze specifiche.

Affidarsi a Target Risarcimenti significa avere al proprio fianco un alleato che conosce a fondo le procedure e che si occupa di tutelare i diritti delle vittime in ogni fase del percorso: dalla raccolta della documentazione alla trattativa con la compagnia assicurativa o con il Fondo Vittime. L’obiettivo è ottenere il giusto risarcimento in tempi ragionevoli, senza lasciare che la burocrazia o la complessità delle norme diventino un ostacolo.Essere pedone investito sulle strisce non deve significare sentirsi impotenti. Con il supporto di professionisti competenti e la certezza di avere alle spalle una realtà come Target Risarcimenti, è possibile affrontare con maggiore serenità anche un momento difficile come questo e ottenere la giustizia che spetta di diritto.