Ogni giorno milioni di persone percorrono lo stesso percorso per andare e tornare dal lavoro. È un gesto quotidiano che spesso diamo per scontato, ma che può nascondere rischi concreti. Una buca sull’asfalto, una distrazione di un altro conducente, una caduta su un marciapiede ghiacciato: basta poco perché un normale spostamento diventi un vero infortunio nel tragitto casa lavoro.
Molti non sanno che la legge tutela anche questi episodi, riconoscendoli come infortuni collegati all’attività lavorativa. Nel linguaggio tecnico si parla di “infortunio in itinere”, ma in termini semplici si tratta di un incidente avvenuto mentre ci si sposta per andare al lavoro o per tornare a casa. Tuttavia, non ogni evento è automaticamente coperto: per essere riconosciuto e risarcibile, devono esserci alcune condizioni ben precise.
Quando l’infortunio nel tragitto casa lavoro è coperto dall’INAIL
L’INAIL considera coperti solo gli incidenti che avvengono durante il percorso normale e necessario tra la propria abitazione e il luogo di lavoro. Ciò significa che il tragitto deve essere diretto, senza deviazioni non giustificate.
Sono invece accettate alcune eccezioni, come fermarsi per accompagnare un figlio a scuola o fare una breve sosta legata all’attività lavorativa, ad esempio per fare rifornimento di carburante.
Tre sono gli elementi che l’INAIL valuta per riconoscere un infortunio nel tragitto casa lavoro:
- Il collegamento con l’attività lavorativa, cioè che il percorso sia effettivamente necessario per recarsi o tornare dal lavoro.
- L’esistenza di un rischio esterno, come un incidente stradale o una caduta causata da fattori ambientali o di circolazione.
- L’assenza di imprudenza, ovvero che il lavoratore non abbia assunto comportamenti rischiosi o arbitrari, come deviazioni ingiustificate o uso improprio del mezzo.
È bene sapere che la copertura vale anche per chi si muove a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici. Negli ultimi anni l’INAIL ha riconosciuto anche i casi avvenuti con mezzi di mobilità condivisa – biciclette o monopattini in sharing – purché usati in modo coerente con il percorso più breve e sicuro.
Se invece si utilizza un mezzo privato, l’uso deve essere giustificato. Ad esempio, è coperto se i mezzi pubblici non sono disponibili, sono troppo distanti o hanno orari incompatibili con il turno di lavoro. Diversamente, la tutela potrebbe essere esclusa.
Un esempio concreto
Immaginiamo un lavoratore che, al termine del turno serale, esce dall’azienda e si dirige verso casa con la propria auto. A causa di una scarsa illuminazione, non si accorge di un tratto di strada dissestato e perde il controllo del veicolo, riportando una frattura a una gamba.
In questo caso, l’incidente rientra a pieno titolo tra gli infortuni nel tragitto casa lavoro: il percorso era diretto, il mezzo era necessario (data l’ora notturna) e l’evento è stato causato da un rischio esterno, indipendente dalla volontà del lavoratore.
Viceversa, se la persona avesse deviato di diversi chilometri per fare una sosta personale non urgente, l’INAIL potrebbe negare la copertura, ritenendo che la deviazione abbia interrotto il nesso tra il lavoro e l’incidente.
Cosa fare dopo un infortunio nel tragitto casa lavoro
Nel caso di incidente, il primo passo è occuparsi della propria salute: recarsi subito al pronto soccorso e ottenere un certificato medico dettagliato, che indichi chiaramente che l’evento è avvenuto nel tragitto casa-lavoro.
Entro due giorni dall’accaduto, il lavoratore deve informare il datore di lavoro, che a sua volta è tenuto a inoltrare la denuncia all’INAIL.
Una volta ricevuta la comunicazione, l’INAIL valuta la pratica e, se riconosce la natura lavorativa dell’infortunio, eroga le indennità previste: copertura delle spese mediche, indennità giornaliera per il periodo di assenza e, nei casi più gravi, un indennizzo per invalidità permanente.
Tuttavia, non sempre questo risarcimento è sufficiente. Se, ad esempio, l’incidente è causato da altri conducenti, cattiva manutenzione stradale o carenze strutturali, è possibile richiedere un risarcimento civile integrativo, in aggiunta a quello INAIL. In questo caso si può agire contro il responsabile del danno, come il Comune o la compagnia assicurativa coinvolta.
Come ottenere un risarcimento completo
Gestire una pratica di infortunio può sembrare semplice, ma nella realtà richiede precisione e conoscenze specifiche. È importante raccogliere tutti i documenti utili – verbali delle autorità, testimonianze, foto del luogo, referti medici – e rispettare scrupolosamente i tempi di presentazione. Una richiesta incompleta o tardiva rischia di rallentare o compromettere la liquidazione del risarcimento.
Inoltre, il calcolo dei danni può essere complesso. Oltre alle spese mediche e alle giornate di assenza, vanno considerati anche i danni morali, psicologici e alla vita quotidiana, spesso sottovalutati nelle prime valutazioni.
Per questi motivi, affidarsi a professionisti specializzati è sempre la scelta migliore. Target Risarcimenti segue da anni lavoratori coinvolti in infortuni nel tragitto casa lavoro, offrendo assistenza completa: dall’analisi medico-legale alla gestione delle pratiche con l’INAIL e le compagnie assicurative. L’obiettivo è far ottenere al cliente il massimo risarcimento possibile, in modo rapido e trasparente.
Un infortunio lungo il tragitto casa-lavoro può capitare a chiunque, ma non deve mai tradursi in una perdita di diritti. Con l’esperienza di Target Risarcimenti, ogni lavoratore può affrontare questa situazione con maggiore serenità, sapendo di avere accanto un alleato esperto e affidabile, pronto a far valere le proprie ragioni in modo concreto.


