Quando si possono chiedere i danni morali e in quali casi spetta il risarcimento

Non sempre un danno è visibile.
Ci sono situazioni in cui le ferite più profonde non si vedono, ma pesano sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sull’equilibrio psicologico di una persona. È proprio in questi casi che la legge riconosce il diritto al risarcimento dei danni morali: un modo per compensare la sofferenza interiore causata da un’ingiustizia o da un evento traumatico.

Capire quando si possono chiedere i danni morali e in quali situazioni la legge li riconosce è importante per chi ha subito un torto, ma non sa se ha davvero diritto a essere risarcito.

Cosa si intende per danno morale

Il danno morale è la sofferenza interiore, il turbamento o il dolore emotivo che una persona subisce a seguito di un fatto illecito o di un evento ingiusto.
A differenza del danno biologico (che riguarda la salute fisica o psichica), il danno morale riguarda la dimensione emotiva e personale: non è misurabile con esami medici, ma si manifesta attraverso ansia, angoscia, stress, umiliazione, perdita di serenità o compromissione della vita relazionale.

Un classico esempio è la vittima di un incidente stradale che, pur essendo guarita fisicamente, continua a provare paura a guidare o a uscire di casa. Oppure chi subisce un errore medico che gli ha causato sofferenze psicologiche anche dopo la guarigione fisica.

La legge italiana riconosce il danno morale come componente del danno non patrimoniale, cioè di quel tipo di pregiudizio che non incide sul patrimonio economico, ma sulla sfera personale e affettiva dell’individuo.

Quando si possono chiedere i danni morali

Il diritto a chiedere i danni morali nasce quando una persona subisce una lesione ingiusta, cioè una violazione dei propri diritti fondamentali.
La legge e la giurisprudenza individuano diversi casi in cui è possibile ottenere un risarcimento:

  1. Incidenti stradali: quando la vittima subisce ferite, dolore fisico o paura duratura in conseguenza dell’incidente. Anche i familiari di chi ha riportato gravi lesioni possono chiedere un risarcimento per il dolore morale sofferto.
  2. Errori medici o malasanità: se un errore sanitario provoca sofferenze, peggioramento della qualità di vita o paura persistente, il paziente può richiedere il riconoscimento del danno morale.
  3. Mobbing e stress lavorativo: il danno morale è riconosciuto in caso di comportamenti vessatori o umilianti sul lavoro che ledono la dignità e la salute psicologica del lavoratore.
  4. Diffamazione o violazione della privacy: la sofferenza derivante da un danno alla reputazione o all’immagine personale può essere risarcita.
  5. Responsabilità civile in ambito familiare: anche in caso di separazioni traumatiche, violenze domestiche o abusi, la legge può riconoscere un risarcimento per il danno morale subito.

In sintesi, ogni volta che una condotta ingiusta provoca dolore, paura o turbamento psicologico, il soggetto danneggiato ha diritto a chiedere che quella sofferenza venga riconosciuta e risarcita.

Come viene calcolato il risarcimento dei danni morali

A differenza del danno materiale o biologico, il danno morale non è oggettivamente quantificabile.
Non esistono parametri fissi, ma il risarcimento viene stabilito dal giudice sulla base di:

  • la gravità della sofferenza subita;
  • la durata del dolore o del disagio;
  • la situazione personale e familiare della vittima;
  • l’intensità del legame con l’evento che ha causato il danno.

Nella pratica, i tribunali si riferiscono alle cosiddette Tabelle del Tribunale di Milano, che indicano valori orientativi per uniformare i risarcimenti in tutta Italia.
Il giudice può poi aumentare o ridurre l’importo in base alle circostanze concrete, come l’età della vittima, la gravità del fatto o l’impatto emotivo sul suo equilibrio psicologico.

È importante ricordare che il danno morale può essere chiesto insieme ad altre forme di risarcimento, come il danno biologico o quello patrimoniale. Le tre componenti possono coesistere, perché riguardano aspetti diversi dello stesso evento lesivo.

Esempi pratici di danno morale riconosciuto

Per rendere più chiaro il concetto, ecco alcuni esempi in cui la giurisprudenza ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale:

  • Un paziente che ha subito un intervento chirurgico sbagliato e ha vissuto mesi di angoscia e paura per la propria salute.
  • Un automobilista coinvolto in un grave incidente che, anche dopo la guarigione, continua a soffrire di ansia e insonnia.
  • Un lavoratore vittima di mobbing che ha perso autostima e serenità a causa di un ambiente lavorativo tossico.
  • Una persona diffamata sui social network che ha subito umiliazioni pubbliche e isolamento sociale.

In tutti questi casi, la legge ha riconosciuto non solo il danno fisico o economico, ma anche quello morale: la ferita invisibile che incide sul benessere e sulla dignità dell’individuo.

Come ottenere un risarcimento per danni morali

Per ottenere un risarcimento per danni morali, è necessario dimostrare la realtà della sofferenza subita e il nesso di causa con l’evento che l’ha provocata.
Le prove possono includere: referti medici, perizie psicologiche, testimonianze di familiari o colleghi, e documentazione che attesti l’impatto del danno sulla vita quotidiana.

Si tratta di una procedura delicata, che richiede competenza sia legale che medico-legale. Per questo motivo è sempre consigliabile affidarsi a professionisti esperti.

Target Risarcimenti accompagna le persone in tutto il percorso di riconoscimento del danno morale, offrendo consulenza personalizzata e gestendo ogni fase della pratica — dalla raccolta delle prove alla quantificazione del risarcimento.
Il nostro obiettivo è dare voce e valore anche a quelle ferite che non si vedono, ma che pesano ogni giorno sulla vita delle persone.

Essere ascoltati, compresi e risarciti è un diritto. E con l’esperienza di Target Risarcimenti, questo diritto può finalmente diventare realtà.