Un cane che morde un passante, un gatto che danneggia l’auto del vicino, un cavallo che scappa dal recinto e provoca un incidente.
Sono situazioni che possono sembrare eccezionali, ma in realtà accadono più spesso di quanto si pensi.
Quando un animale provoca un danno a persone o cose, la legge italiana stabilisce una chiara responsabilità a carico del proprietario o di chi ne ha la custodia.
Sapere come funziona il risarcimento per danni causati da animali domestici è importante sia per chi subisce un danno sia per chi possiede un animale e vuole tutelarsi nel modo giusto.
Quando si ha diritto al risarcimento per danni causati da animali
La legge considera il proprietario responsabile dei comportamenti del proprio animale, anche se questo agisce in modo improvviso o apparentemente imprevedibile.
Il principio è semplice: chi trae beneficio dalla compagnia o dall’utilità di un animale deve anche farsi carico dei rischi che ne derivano.
Si ha diritto al risarcimento in diversi casi:
- quando un cane morde o aggredisce una persona, provocando lesioni fisiche o psicologiche;
- se un animale causa un incidente stradale (ad esempio attraversando la strada improvvisamente);
- quando un animale danneggia oggetti o beni, come recinzioni, veicoli o proprietà private.
Anche chi subisce un danno non deve dimostrare la colpa del proprietario, ma soltanto il nesso tra l’animale e il danno subito.
Questo principio di “responsabilità oggettiva” tutela le vittime, rendendo più rapido il riconoscimento del diritto al risarcimento.
Cosa dice la legge sulla responsabilità del proprietario
L’articolo 2052 del Codice Civile stabilisce che il proprietario di un animale, o chi lo utilizza per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni che esso causa, salvo che provi il caso fortuito.
In pratica, la legge presume che il proprietario abbia sempre il controllo e la custodia del proprio animale, a meno che non dimostri che l’evento sia stato completamente imprevedibile e inevitabile.
Questo significa che non basta dire “il cane è scappato dal guinzaglio” o “era sempre stato tranquillo”: il proprietario è tenuto a evitare che l’animale si comporti in modo pericoloso.
L’unica eccezione è rappresentata dal caso fortuito, cioè una circostanza talmente eccezionale da escludere ogni possibilità di controllo (ad esempio, un evento naturale o un’azione imprevista di terzi).
La legge, quindi, protegge in modo chiaro chi subisce un danno, ma impone anche ai proprietari di animali domestici un dovere di vigilanza e responsabilità costante.
Cosa fare subito dopo un danno o un’aggressione
Nel caso in cui si subisca un danno causato da un animale, è importante agire con prontezza e metodo.
La prima cosa da fare è ottenere cure mediche immediate, soprattutto se ci sono ferite o lesioni.
Il referto medico servirà come prova del danno subito e sarà indispensabile per richiedere il risarcimento.
Subito dopo, è utile raccogliere più elementi possibile: foto del luogo, immagini dell’animale, nominativi di eventuali testimoni e, se possibile, i dati del proprietario.
Queste informazioni aiuteranno a ricostruire con chiarezza la dinamica dell’accaduto e a collegare il danno all’animale responsabile.
Nel caso di aggressione da parte di un cane, è necessario rivolgersi anche alle autorità competenti (Polizia Locale o Carabinieri) per segnalare l’episodio.
In alcune situazioni, il Servizio Veterinario dell’ASL può essere coinvolto per verificare le condizioni sanitarie dell’animale, soprattutto in relazione al rischio di malattie trasmissibili come la rabbia.
Come si calcola il risarcimento per i danni causati da animali
L’entità del risarcimento dipende dalla natura e dalla gravità del danno.
Se si tratta di lesioni fisiche, il risarcimento comprende le spese mediche, la sofferenza morale e gli eventuali giorni di inabilità temporanea o permanente.
Nel caso di danni materiali, invece, viene calcolato l’importo necessario per riparare o sostituire il bene danneggiato.
In presenza di traumi psicologici (come ansia o paura successiva a un’aggressione), può essere riconosciuto anche un danno morale aggiuntivo.
In ogni caso, è essenziale fornire documentazione precisa: referti, ricevute, fotografie, relazioni veterinarie e testimonianze.
Molte persone non sanno che anche i danni indiretti possono essere risarciti.
Ad esempio, se a seguito dell’incidente si è costretti ad assentarsi dal lavoro o a sostenere costi aggiuntivi per spostamenti e cure, queste spese possono essere incluse nella richiesta.
Il ruolo delle assicurazioni
Non tutti i proprietari di animali domestici sono a conoscenza del fatto che alcune polizze di responsabilità civile familiare coprono anche i danni provocati dagli animali di casa.
Tuttavia, non sempre queste polizze garantiscono un risarcimento completo: spesso prevedono limiti di massimale o esclusioni per determinate situazioni, come l’assenza di guinzaglio o museruola nei luoghi pubblici.
Chi subisce un danno, invece, può rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa del proprietario o, se questa non esiste, agire nei confronti del responsabile in sede civile.
In entrambi i casi, è consigliabile farsi assistere da un esperto per valutare la strategia più efficace.
Quando serve il supporto di un esperto
Gestire una richiesta di risarcimento per danni causati da animali domestici può sembrare semplice, ma la realtà è diversa.
Dimostrare il nesso tra il comportamento dell’animale e il danno subito, quantificare le spese e rapportarsi con le assicurazioni richiede competenze specifiche.
Un consulente esperto può aiutare a evitare errori formali e a ottenere un risarcimento realmente proporzionato al danno subito. Target Risarcimenti, da anni, si occupa di assistere chi ha subìto danni di questo tipo, con un approccio fondato su ascolto, chiarezza e competenza.
Ogni caso viene analizzato nel dettaglio, verificando se esistono i presupposti per un’azione efficace e fornendo al cliente tutto il supporto necessario per far valere i propri diritti.


