Un infortunio sul lavoro può accadere in qualsiasi momento: in un cantiere, in un magazzino, in un ufficio o durante un’attività apparentemente di routine.
Scivolate, cadute, urti o movimenti improvvisi possono causare traumi e lesioni che spesso richiedono giorni di stop o cure mediche. In questi casi è importante sapere come agire subito, perché ogni passo — dalla denuncia all’assistenza legale — può influenzare la possibilità di ottenere un risarcimento per infortunio sul lavoro.
Conoscere i propri diritti e le procedure da seguire è il primo modo per tutelarsi davvero.
Cosa si intende per infortunio sul lavoro
Secondo la legge, l’infortunio sul lavoro è un evento improvviso che provoca una lesione al lavoratore durante lo svolgimento dell’attività lavorativa o per cause connesse a essa.
Non serve che l’incidente avvenga all’interno del luogo di lavoro: può accadere anche durante una trasferta, in un cantiere esterno o in un’operazione di carico e scarico.
L’elemento fondamentale è il nesso con l’attività lavorativa: la lesione deve essere conseguenza diretta di un rischio legato al lavoro.
Rientrano quindi, ad esempio, una caduta da una scala, un trauma dovuto all’uso di macchinari, ma anche un incidente avvenuto durante la consegna di materiali o la visita a un cliente.
Cosa fare subito dopo l’infortunio
Il primo passo è prendersi cura della propria salute.
Dopo un infortunio, è indispensabile recarsi subito al pronto soccorso o dal medico di fiducia, spiegando chiaramente che si tratta di un infortunio sul lavoro.
Il medico compilerà un certificato medico di infortunio, documento fondamentale che deve essere trasmesso all’INAIL e al datore di lavoro.
Parallelamente, il lavoratore deve informare immediatamente il datore di lavoro dell’accaduto.
Il datore ha l’obbligo di trasmettere la denuncia di infortunio all’INAIL entro due giorni dalla ricezione del certificato medico, indicando tutte le circostanze e la gravità delle lesioni.
La tempestività è essenziale: ritardi o omissioni nella comunicazione possono rallentare o compromettere il riconoscimento dell’indennizzo.
Nel caso di infortuni gravi o in assenza di testimoni, è consigliabile richiedere l’intervento delle autorità (Carabinieri, Polizia o ASL) per documentare le condizioni del luogo di lavoro e accertare eventuali responsabilità.
Cosa riconosce l’INAIL
L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) tutela i lavoratori riconoscendo diverse prestazioni economiche e sanitarie.
Tra le principali:
- copertura delle spese mediche e riabilitative;
- indennità giornaliera per i giorni di assenza;
- indennizzo per invalidità permanente, se il danno lascia conseguenze durature;
- eventuale rendita vitalizia, nei casi più gravi.
Tuttavia, l’indennizzo INAIL non copre tutti i danni.
Si tratta infatti di una forma di tutela “automatica” che non considera il dolore, lo stress o il disagio psicologico. Per ottenere un risarcimento completo, è spesso necessario agire anche contro il datore di lavoro o altre parti responsabili, quando l’infortunio è stato causato da negligenza o mancanza di sicurezza.
Quando è possibile chiedere un risarcimento aggiuntivo
L’INAIL copre solo una parte dei danni, ma se l’incidente è dovuto a una violazione delle norme di sicurezza, il lavoratore può richiedere un risarcimento civile integrativo.
È il caso, ad esempio, di infortuni provocati da:
- mancanza di dispositivi di protezione (caschi, guanti, scarpe antinfortunistiche);
- assenza di formazione o istruzioni adeguate;
- utilizzo di macchinari difettosi;
- ambienti di lavoro pericolosi o non conformi alle norme.
In queste situazioni, la responsabilità può ricadere sul datore di lavoro, sull’azienda appaltatrice o su terzi.
Il risarcimento aggiuntivo può coprire danni fisici, morali, economici e psicologici, permettendo di recuperare anche ciò che l’indennizzo INAIL non prevede.
Per questo motivo è importante non fermarsi alla sola pratica amministrativa, ma affidarsi a professionisti che sappiano valutare il caso in modo completo.
Documenti da conservare
Chi subisce un infortunio sul lavoro deve conservare tutta la documentazione utile per la pratica di risarcimento:
- certificato medico e referti ospedalieri;
- verbali redatti dalle autorità o dal datore di lavoro;
- foto o video del luogo dell’incidente;
- testimonianze dei colleghi presenti;
- buste paga o documenti che attestino la perdita di reddito.
Ogni dettaglio può essere determinante per dimostrare la dinamica e le responsabilità dell’incidente.
Come può aiutarti Target Risarcimenti
Gestire un infortunio sul lavoro può essere complesso, soprattutto quando si devono affrontare burocrazia, scadenze e perizie.
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Grazie a una rete di consulenti legali e medici, Target valuta ogni caso in modo approfondito per verificare se sussistono i presupposti per ottenere un risarcimento integrale.
L’obiettivo è tutelare i diritti del lavoratore, garantendo che ogni danno — fisico, economico o morale — venga riconosciuto e compensato.Un infortunio sul lavoro non dovrebbe mai lasciare da soli chi lo subisce.
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